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Ossessione e Vita
di Zaira Di Mauro
Ci sono molte cose da guardare in un artista: il suo stile estetico, la scelta dei temi e dei soggetti, il suo impegno politico e sociale, la sua “anima, e così via all'infinito.
Tuttavia credo che la cosa fondamentale, soprattutto di fronte ad un personaggio polivalente e complesso, dall'espressione polimorfa e circolare come Lazzaro Van Clift, si imponga una visione più dall'alto, che permetta di raccogliere in un unica forma sintetica la qualità della sua manifestazione come uomo e come artista.
Un tempo impiegato d'ufficio ribelle, poi fotografo, musicista, ideatore di siti web e grafica pubblicitaria, gran rompiscatole, collezionista di gatti, un po' misogino ma romantico, appassionato e caotico quanto schivo e perfezionista, Lazzaro Van Clift ha scelto di immergersi in un'anima ossessionata dal tempo che corrode la vita, e così facendo la rende esaltante. La ripetizione è la spiegazione del mondo, il fulcro della vita, il centro di Sé; si sviluppa in un crescendo appassionato, dove ad ogni giro di vita corrisponde una passione che cresce, la scoperta di qualcosa di nuovo, l'accantonarsi di un pezzo di esistenza che diventa “un po' di più” rispetto a prima.
Il muro è lo specchio di questa esistenza che narra se stessa: l'umanità che si racconta con eventi deformanti, graffianti, che hanno sporcato, corroso, disegnato, logorato e rattoppato, lasciando il segno del tempo che è vivo quanto ogni cosa che appartiene al mondo, anche un muro, anche un frammento di muro, che nell'esaltazione estetica si accorda all'armonia della vita e all'amore.
Magicamente, l'azione creativa del tempo diventa pura “forma”, che si impone esteticamente allo spettatore e diventa altro: immagine, equilibrio, rassicurazione, colore. Il mondo in disfacimento si riappacifica con l'occhio e con l'anima, trascinandoci verso il contatto immediato, e non ragionato, con l'emozione di ascoltare l'esistenza che si racconta. Lo scatto fotografico, ossessivo, irriverente, curioso e irragionevole, appassionato alla forma e cieco verso lo stereotipo della realtà imprigionata nel suo significato, ci accompagna e ci lancia addosso la violenza estetica di questa narrazione.
Per noi, è l'occasione per ri-conoscere, nel senso di conoscere di nuovo, pezzi di mondo, e aprirci, all'infinito, ogni volta alla possibilità di contattare l'emozione sempre nuova che viene evocata e quindi sentita.
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